Piattaforma elevatrice elettrica per la "Casa della Musica" a Grado
Piattaforma elevatrice elettrica per la 02-03-2017

Nel corso degli anni 2013/2014 a Grado è stata ristrutturata la “Casa della musica”. Oltre che ad aver restituito alla cittadinanza un centro civico di aggregazione culturale, l’opera di restauro ha riportato alla luce numerosi reperti archeologici che testimoniano i diversi usi cui la popolazione di Grado ha adibito l’edifico nel corso dei secoli. La storia di Grado, infatti, ha origine molto antiche che legano lo sviluppo della città a quello della vicina Aquileia. In epoca romana infatti, Grado divenne porto marittimo di Aquileia, successivamente, fu fortificata per difendere il porto dell’importante colonia romana, dalle minacce barbariche: sorse così il Castrum Gradense che acquisì un’importanza crescente quale baluardo di difesa, nel susseguirsi delle invasioni barbariche, fino al lento declino, conseguente all’emergere di Venezia come potenza dominante delle lagune venete.

 

Nel corso dei secoli Grado si è arricchita di importanti architetture e tra queste, la Basilica di Santa Eufemia e quella di Santa Maria delle Grazie, testimoniano la grande influenza politica e religiosa esercitata dall’isola. Questo passato così rilevante è giunto fino ai giorni nostri e si racconta nelle testimonianze uniche dei reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi condotti all’interno l’antico edificio e attualmente conservati presso i magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

 

L’intervento condotto sull’edificio ha avuto una duplice finalità: mostrare attraverso lo scavo archeologico e il conseguente recupero dei reperti, alcune delle tappe salienti della storia di Grado, e nel contempo, restituire, attraverso il restauro architettonico, l’edificio alla collettività perché potesse fruirne.

 

Il passato di Grado, nel corso dei lavori, è ritornato prepotentemente a farsi sentire e ha rivendicato il proprio spazio nel presente rendendo inevitabile l’apportare delle modifiche ai già progettati interventi di restauro, modifiche che potessero coniugare esigenze di fruibilità e salvaguardia dell’armonia dell’edificio. Il problema che si è, infatti, imposto all’attenzione degli addetti ai lavori, è stato, per l’appunto, quello di riuscire a “trasformare” l’edificio in un centro civico di aggregazione culturale e di rappresentanza privo di barriere architettoniche con interventi funzionali ma poco invasivi e rispettosi dell’architettura naturale dell’edificio.

 

Per coniugare fruibilità e armonia dell’edificio si è resa necessaria una diversa collocazione dell’elevatore per disabili. Un imprevisto che ancora una volta si è trasformato per CEST SRL in un’opportunità per mettere in campo le proprie capacità tecniche e dare prova di quella già nota flessibilità con la quale prontamente l’azienda risponde alle esigenze del cliente. I lavori di installazione del vano corsa hanno previsto la realizzazione di una struttura portante, antisismica, esclusivamente ancorata al basamento in fossa, e l’installazione di un elevatore SHL ad azionamento elettrico monofase - che garantisce un bassissimo consumo di energia elettrica - senza apparecchiature esterne al vano corsa. Le pareti del vano e della cabina sono state realizzate in vetro per garantire la massima trasparenza e conferire luminosità all’affascinate contesto ora pienamente accessibile.

 

L’elevatore è divenuto parte dell’architettura a tre piani, fondendosi ad essa senza comprometterne l’originaria armonia e contemporaneamente, contribuendo a renderla un emblematico caso di archeologia urbana che ha e recuperato le testimonianze storiche di un passato glorioso e la piena fruibilità dell’edificio storico.


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